Il prodotto Fiver

Il Jeans Fiver nasce da una accurata scelta di tessuti denim della migliore qualità e resistenza, a questo si aggiunge un design sviluppato e realizzato dai nostri stilisti di fama internazionale e confezionato in fabbriche selezionate dai nostri addetti al controllo produzione e qualità che si occupano da ormai più di venti anni di produzione di jeanseria da uomo.


Lo studio del disegno del nostro jeans è la parte più lunga e laboriosa di tutta la lavorazione, vengono prodotti circa 70 modelli diversi per poi essere selezionati nella fase successiva direttamente dai nostri stilisti e successivamente scegliere i modelli da presentare ai nostri clienti attraverso le nostre collezioni.

Infine vengono accuatamente selezionati i modelli che puoi trovare ed acquistare nel nostro negozio online: Fiver Jeans

Nuova Collezione Primavera/Estate 2009

E’ arrivata la nuova collezione Fiver Primavera/Estate 2009.

Pantaloni Jeans Denim Slim Fit e Skinny Leg, Bermuda jeans e Bermuda cotone e, finalmente, T-shirts e magliette con stampe esclusive.

Visita la nuova collezione.

Il Denim

Il denim è il tessuto che si usa per confezionare i blue-jeans. Il colore classico è un blu non regolare, anche se raramente compare in altri colori, trattamenti di finissaggio possono modificarne l’aspetto come nello stone washed o nel delavé.
Anticamente era realizzato con un ordito in lino e la trama in cotone, oggi interamente in cotone. Le sue caratteristiche sono la robustezza e resistenza (per il materiale usato) unite a una certa adattabilità (per l’armatura a saia).
Il denim è molto simile al fustagno, che ne è l’antenato. La differenza tra loro è data dal colore dell’ordito: nel fustagno trama e ordito sono del medesimo colore, nel denim la trama è bianca o écru e l’ordito blu.
Prende il nome dalla città di Nîmes in Francia, un tempo era detto tela de Nîmes.
Già nel XV secolo Nîmes era in concorrenza con Chieri, in Piemonte, per la produzione di un tipo di fustagno molto robusto di colore blu, allora tinto con il guado (isathis tinctoria).
Quando il cotone divenne un materiale economico, disponibile in grandi quantità, questo tipo di tessuto divenne materiale d’eccellenza per abiti da lavoro.
La produzione francese prese il nome da Nîmes, mentre quella chierese, che veniva esportata attraverso il porto di Genova dove questo tipo di tela blu era usata per confezionare i sacchi per le vele delle navi e per coprire le merci nel porto, prese il nome blue-jeans (in inglese), dal termine blue de Gênes, ovvero blu di Genova.

All’origine il Jeans …

All’origine il jeans veniva usato dai lavoratori manuali per la sua resistenza, soprattutto nei lavori di fatica come minatori o agricoltori del principio de secolo XX. Negli Stati Uniti nelle decade degli anni 50 i giovani ed adolescenti iniziarono ad indossare il jeans come forma di protesta contro il conformismo. Il fatto venne considerato come una provocazione, per esempio in alcuni cinema non veniva permesso entrare a chi indossasse jeans. Nella decade degli anni 60 i jeans finalmente vennero accettati e negli anni 70 si erano convertiti in un articolo di tutti i giorni negli USA, almeno per vestire informalmente. La accettazione del jeans ha continuato crescendo fino al punto che ora forma parte del fondo dell’armadio, in media ogni americano possiede 7 paia di jeans.
Le mode hanno imposto diversi tagli di pantalone, con la vita più o meno alta, con la gamba aggiustata, retta o a campana (o a zampa di elefante). Altre tendenze hanno cambiato il grado di decolorazione del pantalone e incluso la sua integrità: i pantaloni strappati sono stati di moda e lo sono tuttora.

Un po’ di Storia

La geniale idea del pantalone Jeans non fu in realtà di Levi Strauss, che all’inizio aveva creato una impresa che si incaricavaque di fornire tende e tele di canapa per carrelli nelle zone minerarie della California, coincidendo con la febbre dell’oro e la necessità di prodotti relazionati con lo stabilimento dei minatori.
Nel 1872, Levi riceve una lettera da un sarto del Nevada, Jacob Davis, che era cliente della marca, proponendogli una idea rivoluzionaria, utilizzare le sue tele per la elaborazione di un pantalone resistente che avrebbero avuto dei rivetti metallici negli ancoli delle tasche. La mancanza di denaro di Jacob lo portò a proporre a Levi che dividessero il brevetto di questo nuovo pantalone da lavoro. I primi Jeans si realizzarono in due modelli: cotone azzurro e marrone duck. L’impiego del Denim, nome preso dalla tela sourge de Nimes, più tardi trasformato in De Nimes sarebbe stato il passo successivo, quando Levi decise sostituire ha tela con un tessuto di cotone.
Utilizzato esclusivamente dagli Uomini, fu nel 1935 che la rivista Vogue annuncia la sua invenzione e lo recupera per il mondo della moda, il suo impatto sarà immediato dal primo momento.
La catapulta definitiva viene dalla mano del film West Side Story dove i suoi personaggi lo portano con una idea preconcepita di stile urbano e ribelle. Ribellione che definitivamente si consacra nella immagine di James Dean e Marlon Brando, per passare ad essere un segno di uguaglianza fra uomini e donne, richi e poveri, facendo del Jeans il capo di abbigliamento più democratico ed ugualitario di tutti i tempi.
Ci sono pochi momenti nella storia della moda da allora, nei quali i Jeans siano stati rilegati in una posizione di inferiorità rispetto ad altri capi di abbigliamento, forse negli anni 80, per tornare però con una nuova faccia, adattati da tutti i disegnatori e stilisti come abbigliamento base nella quale sviluppare un ingegno creativo, e facendosi eco delle nuove tendenze in quanto a taglio più basso, o seguendo la linea ultra slim che fa si che si stringano piegandosi praticamente alle gambe facendo un guigno ad epoche pasate ed a stilismi che oggi tornano con forza e che ci ricordano i ragazzi di Grease.

Anno 2008

Arriva finalmente il prodotto con tutti gli “elementi”: Fiver Jeans
Indossarlo è affermare la propria appartenenza precio viagra al mondo della cultura.
Un jeans creato per le persone che credono nella possibilità di diffondere una coscienza etica, far crescere la domanda per un mercato sostenibile e solidale e contribuire al cambiamento dalla civiltà dei consumi «compulsivi» ad una nuova civiltà «consapevole», ricca di valori ed ideali, ma come? cambiando i modelli di riferimento.